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Bianca Balti, dal tunnel della droga all’addio di sua figlia: ecco come la malattia le ha ridato la vita

Una figlia, anzi due, il rapporto con la droga e la rinascita: Bianca Balti apre il suo cuore ai fan e racconta di uno dei momenti più critici della sua vita, cambiata per sempre.

Riconoscere se stessi in un percorso evolutivo non è mai facile o semplice, anzi, bisogna tuffarsi in quel dolore che spesso tutti noi tendiamo ad evitare per paura di vederci riflesso dentro il nostro stesso volto. Eppure la dicotomia tra ciò che si debba fare e ciò di cui abbiamo bisogno non sempre regna, anzi al contrario, è un gioco delle parti, una stessa medaglia che se su una faccia porta tutto il prezioso dell’oro, dall’altra è un bronzo ferroso, grezzo, non ancora formato. E in un mondo si può dire ‘superficiale‘, di un design spirituale poco concreto se non sul viso, Bianca Balti merita di essere ascoltata di diritto.

Modella, lavoratrice, madre, ex moglie di due mariti, malata di cancro. Proprio quest’ultima, la malattia, ad oggi per Bianca prende un significato totalmente diverso e inaspettato, ancora una volta ritroviamo quel percorso di cui abbiamo parlato per aprire questa nostra breve lettura insieme. Quando ci si ammala così gravemente, ciò di cui abbiamo più paura è la vita che scorre e cambia ritmo: ciò che sino a un mese prima era scontato, lento, una ballad cantilenata e costante, di colpo subisce un volto verso l’alto.

Il tempo si allunga e si restringe, un po’ come quel filo che personifica tutti noi e che rimane sottilissimo tra le taglienti forbici delle Parche. Bianca questo lo ha compreso ed è grazie al podcast One More Time di Luca Casadei che abbiamo imparato a conoscere una voce fragile, ma al contempo forte e preziosa. ‘Io non vengo qui per fare la malata di cancro‘ ha detto in conferenza stampa durante la prima giornata di Sanremo, che l’ha vista co-conduttrice insieme a Carlo Conti. Lei è andata per essere la modella che è, la professionista che è diventata, sfoggiando i suoi abiti, i suoi gioielli, quel capo totalmente scoperto e senza parrucca né foulard. E non lo fa per pietà, non lo fa per essere l’eroina che tutti credono sia. Lo fa perché la vita continua e anche il suo lavoro.

Bianca Balti, il rapporto con la droga e il ‘rifiuto’ della figlia

L’abbiamo vista bellissima scendere le scale del palco dell’Ariston e se, a primo impatto, molti forse sono rimasti di stucco nel vederla totalmente senza capelli, ci siamo subito dopo abituati alla sua immagine, sempre fresca, sempre bellissima. E in quegli occhi forse leggermente stanchi per la chemio e un corpo che ha notevolmente subìto una trasformazione, si è percepita tutta la fame di vita, di cambiamento e speranza per ciò che rappresenta ad oggi nel panorama del mondo fashion. Bianca Balti inizia da giovane a lavorare come modella, in maniera del tutto naturale, come se Dio l’avesse creata con questo preciso scopo.

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Bianca Balti, il rapporto con la droga e il ‘rifiuto’ della figlia (Foto Ig @biancabalti) – sfilate.it

Correre però a volte fa male, fa inciampare e spesso continuiamo a camminare senza accorgerci delle ginocchia sanguinanti che chiedono aiuto perché temono l’infezione. Questa poi arriva, e non sappiamo più che fare se non ‘maledirci‘. Bianca inizia ad amare le feste, queste meravigliose feste di stampo hollywoodiano che da una parte sono necessarie per il suo lavoro, dall’altra iniziano a rapirla, a farla sentire forse potente. E arriva la droga. Spesso associata all’alcol, è il periodo che a detta sua ‘non la fa sentire orgogliosa‘.

Anzi, sarà proprio la droga il punto di non ritorno con la figlia Matilde, che deciderà di andare a vivere con il padre a Parigi e non rimanere al suo fianco. La Balti ad oggi ne parla liberamente e anche con sua figlia, riferendo a Casadei che la sua scelta all’epoca, nonostante non si drogasse più da tre anni, si ripercuoteva ancora su Matilde, che per forza di cose ha sviluppato un carattere forte già da piccola, lasciando segni nell’anima indelebili. Bianca lo capisce e la scelta della figlia(ad oggi ne ha un’altra avuta dal suo secondo ex marito, Mia) in qualche modo l’ha salvata.

Bianca Balti: Sanremo, la moda, l’ambiente competitivo

Il mondo della moda è risaputo sia fortemente competitivo, uno scenario in cui non sei chiamata a crescere, a fermarti, a rallentare, a cambiare e ad ammalarti. Non appena questo succede, vieni tagliato fuori come un capello bianco che seppur non si estirpa, si fa di tutto per non farlo notare. Bianca questo lo ha vissuto sulla sua pelle riportandolo nero su bianco sui social: ‘Oltre a mandarmi bigliettini e fiori, i marchi hanno smesso di considerarmi come qualcuno che potesse rappresentarli‘.

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Bianca Balti: Sanremo, la moda, l’ambiente competitivo(Abito Fendi Couture, Foto Ig @biancabalti) – sfilate.it

Ecco, allora, che Bianca decide di riassettare il concetto di bellezza, personalità, prestazione lavorativa e con Sanremo ci conferma la sua espressione massima di intelligenza, bellezza e seduzione: nessuna parrucca, trucco ridotto all’essenziale e quasi assente, solo pelle, occhi, sorriso e anima. Con la Balti abbiamo avuto la possibilità di gustare la perfezione di uno stile nato da quanto di più imperfetto e sbagliato possa esserci al mondo: il cancro. E lei lo fa con disinvoltura, lei non vuole essere la campionessa di nessuno, l’eroina del mondo dei tumori, la salvatrice delle modelle malate.

Gli abiti di Sanremo: da Valentino a Giorgio Armani

Lei, al contrario, vuole continuare semplicemente ad essere ciò che è, a guadagnare e spedire l’assegno di mantenimento ai suoi due mariti(‘perché è giusto così, io guadagno di più‘), ma soprattutto a sfoggiare abiti, gioielli e accessori come accaduto al Festival. Meravigliosa nel suo lunghissimo abito carta da zucchero chiarissimo firmato Valentino, dallo strascico infinito piumato e questo maxi scollo profondo drappeggiato.

Superba nel Giorgio Armani privé strutturato e fasciante sul suo corpo incredibile, con scollo a V arrotondata e impreziosito da lustrini e diamanti, diva suprema nel Roberto Cavalli bianco perla, con scollo a incrocio che lascia intravedere la cicatrice sul suo addome, come accessorio prezioso di stile.

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Gli abiti di Sanremo: da Valentino a Giorgio Armani (Foto Ig @biancabalti) – sfilate.it

Bianca è il potere di cui al momento abbiamo bisogno: quello che ci permette di attraversarlo questo dolore, sentirlo come spilli sulla pelle e poi rialzarsi, trovando l’alternativa che salva, Bianca è il nuovo occhio con cui bisogna osservare il mondo, ritrovando quel Dio anche nelle cose più difficili che viviamo. Bianca non è l’eroina di cui abbiamo bisogno, ma una semplice donna che non sta combattendo nessuna battaglia, se non quella contro chi la voglia supplicante, vittima, accondiscendente, femmina, priva di lavoro. Che Bianca sia il colore nuovo in grado di tingere il nostro cambiamento nel mondo che abitiamo.

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