Oltre a rivoluzionare Chanel, c’è uno stilista che ha perso oltre 40 chili in un anno, cambiando completamente il suo aspetto. Qual è stata la sua strategia?
Il leggendario stilista tedesco Karl Lagerfeld, con la sua inconfondibile chioma bianca, gli occhiali scuri e i guanti senza dita, ha dominato le passerelle di tutto il mondo per decenni. Se c’era qualcuno in grado di lasciare il segno nel mondo della moda, quello era lui. Per oltre trent’anni ha guidato Chanel, trasformandola da casa di moda chic e tradizionale a un colosso moderno capace di dettare legge sulle passerelle. Ma non si è fermato lì… ha creato collezioni per Fendi, lanciato la sua linea personale, scattato foto da copertina e persino scritto libri. Un tipo qualunque? Decisamente no.
Oltre a tutto questo, ha fatto qualcosa che ha lasciato tutti di stucco, ha perso più di 40 chili in un solo anno. Così, di punto in bianco, ha deciso di cambiare completamente il suo aspetto e lo ha fatto con la stessa determinazione con cui disegnava abiti da sogno. Il risultato? Una trasformazione incredibile che lo ha reso ancora più magnetico. Ma come ci è riuscito? Quale segreto nascondeva il “kaiser della moda” dietro questa metamorfosi?
Quando la moda incontra la trasformazione: il cambiamento (non solo fisico) di Karl Lagerfeld
Nel novembre del 2000, Lagerfeld, allora sessantasettenne, decise di intraprendere una trasformazione fisica radicale. Nonostante dichiarasse 65 anni, sentiva il desiderio di rinnovare il suo guardaroba, abbandonando i capi ampi dei designer giapponesi per abbracciare le linee sottili create da Hedi Slimane per Dior Homme. Questo cambiamento di stile richiedeva una significativa perdita di peso, obiettivo che Lagerfeld affrontò con la determinazione che lo contraddistingueva.

Per raggiungere questo scopo, si affidò al dottor Jean-Claude Houdret, che elaborò per lui un rigoroso piano alimentare. Lagerfeld descrisse questo percorso come un isolamento purificatore, un’esperienza interiore che lo portò a perdere 42 chili in tredici mesi. Sorprendentemente, affermò di aver raggiunto questo traguardo senza grandi sacrifici. La sua esperienza fu poi raccontata nel libro The Karl Lagerfeld Diet, dove posò in copertina con il suo nuovo aspetto, destinato a diventare iconico: capelli bianchi raccolti in un codino, camicia inamidata con colletto alto e rigido, giacca scura, jeans aderenti, stivaletti di pelle, guanti da motociclista e immancabili occhiali scuri.

Ma in cosa consisteva esattamente questa dieta? Il programma, noto come spoonlight, era caratterizzato da un basso apporto di carboidrati e grassi, focalizzandosi su proteine magre e verdure. Inoltre, prevedeva l’integrazione di specifici supplementi proteici ideati dal dottor Houdret. Lagerfeld seguì questo regime con estrema disciplina, dimostrando che, con la giusta motivazione, è possibile raggiungere obiettivi ambiziosi. La sua trasformazione non solo gli permise di indossare gli abiti desiderati, ma consolidò ulteriormente la sua immagine di icona di stile e determinazione nel mondo della moda.

La sua trasformazione fisica suscitò ammirazione, ma anche critiche. Karl Lagerfeld non è mai stato un personaggio diplomatico, e le sue dichiarazioni taglienti lo hanno spesso reso protagonista di polemiche. Tra i momenti più controversi, le sue affermazioni sulla corporeità altrui hanno lasciato il segno. Alcuni commenti sui social ricordano la sua visione estetica rigidissima che sembrerebbe aver portato a dichiarazioni discutibili su persone fuori dai suoi standard, come la cantante Adele.
Si può ammirare il suo talento senza ignorare il resto? Forse sì, perché Lagerfeld ha lasciato un’impronta indelebile nella moda, ma questo non significa che ogni suo pensiero o atteggiamento debba essere celebrato senza riserve. Raccontare la sua storia nella sua interezza, senza filtri o idolatria, è il modo più onesto per ricordarlo. Perché alla fine, un’icona non è fatta solo di successo e genialità, ma anche delle ombre che porta con sé.